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LD0035
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Tambone Miriam
La rilettura del messaggio evangelico, in chiave di "uguaglianza sociale" e di "pari opportunità" tra uomini e donne, ha permesso all'autrice di trarre insegnamenti nuovi o poco rilevati che desidera condividere con i lettori. Senza la pretesa di fare un'analisi psicologica delle donne che hanno incontrato Gesù, il suo intento è solo quello di ritrovare, nelle donne di duemila anni fa, motivazioni, problemi sociali, sentimenti e incomprensioni che, purtroppo, affliggono le donne ancora oggi e capire come Gesù li abbia risolti allora e, quindi, come potrebbe risolverli anche ora. Certamente, nella condizione sociale delle donne, tra le varie civiltà, si possono riscontrare differenze abissali per cultura, religione e tradizione, ma nella sostanza, anche se non nell'entità, la sofferenza al femminile è ancora da scoprire e da capire. Guardando con attenzione il comportamento delle donne che si sono avvicinate a Gesù e riflettendo sulle modalità del rapporto instaurato con il Maestro, l'autrice ha notato quanto il Signore non abbia dato peso alle alte barriere di razzismo e di diffidenza erette intorno al "gentil sesso". Sì, perchè Gesù non temeva nessuno, ma amava tutti, quindi non doveva proteggersi dall'astuzia delle donne, non aveva timore di essere ingannato e sapeva non cedere alle dolcezze femminili. Se Gesù è venuto per riscattare il peccatore, anche la donna è stata certamente riscattata non solo dai suoi peccati, ma anche dalla posizione in cui l'uomo peccatore l'aveva relegata. Grazie a Dio perchè tutti siamo Sua creazione con uguale perfezione e importanza. Nessuno dovrebbe patire per come Dio ha voluto che fosse. Gloria a Dio per la Sua meravigliosa opera!
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